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Alitalia ‘‘bocciata’’ dai passeggeri

Fiumicino. ‘‘Indagine di soddisfazione’’ condotta da Altroconsumo su 8 Paesi europei. Un sondaggio su oltre 11mila utenti la fa scivolare al 52° posto su 72 Compagnie. Intanto a Fiumicino convocato per il 4 maggio un Consiglio straordinario

FIUMICINO - Non c’è un solo indicatore nel quale Alitalia eccella a livello mondiale, e in classifica generale è al 52esimo posto su 72 compagnie aeree. A dare i voti gli stessi passeggeri, che hanno partecipato a un’indagine di soddisfazione condotta mesi fa, realizzata grazie all’apporto di 11.273 persone che hanno valutato più di 20.000 esperienze di volo nel 2016. Di questi 1.414 sono italiani. Un’inchiesta in otto Paesi – Australia, Belgio, Brasile, Danimarca, Francia, Italia, Portogallo e Spagna.
Sarà forse anche questo uno dei motivi della crisi di Alitalia, Compagnia un tempo di bandiera in tutti i sensi, che mostrava al mondo l’eccellenza italiana. Ora, a forza di smontare servizi, eliminare le manutenzioni, licenziare personale, questo è ciò che resta all’utente medio come impressione sulla Compagnia italiana.
La parola a chi viaggia: la qualità del servizio offerto da 72 compagnie aeree e 178 aeroporti
Altroconsumo e le altre organizzazioni indipendenti di consumatori hanno scattato la fotografia che mostra luci e ombre nel mercato dei voli dal punto di vista di chi viaggia. Punteggi e classifiche sia sulla gestione delle emergenze che del quotidiano. Cosa succede in caso di ritardi o bagagli smarriti, cancellazioni voli, ma anche efficacia della fase di check-in, puntualità, tipo di servizio del personale a bordo, livello di pulizia. Raccolte le opinioni di chi viaggia per lavoro o di chi viaggia per piacere, comprese le tratte di lungo raggio: la sensibilità è diversa – il giudizio che emerge sul rapporto qualità/prezzo comprende sia la spesa per il biglietto che l’esperienza a bordo.
I voti non premiano le compagnie aeree europee: in cima alla classifica ci sono i vettori arabi e dell’Estremo Oriente, apprezzati soprattutto quando si devono fare viaggi a lungo raggio. Tre di questi – Emirates, Singapore Airlines e Cathay Pacific – occupano i primi posti della classifica dal 2009, a conferma del fatto che la qualità del servizio che offrono è una costante nel tempo, non legata al momento favorevole ma a un servizio solido evidentemente apprezzato da chi viaggia.
Sul tema del rispetto delle regole c’è ancora molta strada da fare: il 10% delle persone intervistate racconta di aver avuto un problema con i bagagli; tra questi l’83% non ha ricevuto il rimborso cui aveva diritto. Non esiste una legislazione internazionale che obblighi le aziende a rimborsare i passeggeri. La legislazione esiste nell’UE ed è in tutta evidenza largamente disattesa.
Il 25% dei passeggeri intervistati – ben un quarto – hanno avuto un ritardo del volo. il 76% degli intervistati a cui è stato cancellato un volo non ha poi ricevuto la compensazione economica che gli spettava. Il 6% dei voli ha avuto un ritardo di almeno due ore. Ignorati dalle compagnie i diritti dei viaggiatori quando il ritardo ha superato le 3 ore: nel 75% di tali casi i passeggeri non sono stati rimborsati. Situazione in miglioramento: nel 2009 erano del 91%.
Per Luisa Crisigiovanni, Segretario generale di Altroconsumo: “È necessario un intervento e maggior coordinamento delle autorità di vigilanza a livello paese e internazionale affinché i rimborsi dovuti siano automatici e non si scarichi il peso delle inefficienze sui cittadini consumatori, come documenta l’indagine e come avviene da troppi anni ormai”. Dal punto di vista dei viaggiatori tra gli aeroporti i migliori sono quelli di Singapore e Tokyo; in Europa brillano Monaco e Porto. In Italia lo scalo con il punteggio più alto è Bari. Parametro per parametro, la classifica completa su altroconsumo.it/aeroporti.

"IL GOVERNO NON SI TIRI INDIETRO" - «La questione Alitalia viene da lontano, da quando la politica nazionale prese la Compagnia come una mucca da mungere e una fabbrica di posti di lavoro. Poi, quando la situazione era diventata insostenibile, invece di operare sulla concorrenzialità ha pensato bene di iniziare a smantellare il giocattolo, lasciando migliaia di lavoratori a piedi. Infine abbandona la partita non volendo più investire un euro sul futuro di Alitalia. E’ stato un percorso sbagliato dall’inizio alle fine». A parlare è Mario Russo D’Auria, leader di Gil (Gruppo indipendente libero per Fiumicino  e per anni sindacalista all’interno dell’aeroporto Leonardo Da Vinci. “In sostanza prima sono stati erogati fiumi di denaro non per far crescere  l’azienda ma per mantenere la possibilità di fare assunzioni, costi che alla lunga sono diventate insostenibili. Ora si dice che quegli sbagli non vanno più fatti, e dunque non ci sono soldi per il salvataggio. Eh no, così non va. Se quel percorso è statti sbagliato ora a pagare non possono e non devono essere i lavoratori. Lo Stato intervenga nuovamente, ma con un piano industriale degno di questo nome, con le idee chiare su cosa si deve fare,
“A onor del vero – conclude Russo D’Auria – il sindaco Montino e l’intero consiglio comunale delle idee ce l’hanno, e le hanno rese pubbliche. Un modo di fare politica attiva, concreta, propositiva. Ignorarle significherebbe ancora una volta vedere la politica nazionale che schiaccia le risorse locali, sia in termiini di propositività sia in termini di occupazione. E francamente sarebbe intollerabile”.

IL DRAMMA SILENZIOSO DI AMS E GROUNDCARE - «Le vicende delle ultime settimane (che impattano negativamente, per il 10% del Pil, sull’economia della nostra Regione) vedono tristemente protagonisti tutti i lavoratori Alitalia e quelli dell’indotto aeroportuale, vittime della totale mancanza di piani di rilancio del settore, con conseguente violenta crisi del comparto (vedi la vertenza GroundCare e quella di Alitalia Maintenance Systems) che ha messo in gioco il futuro di un gran numero di lavoratori (circa 15.000 giornalieri) sul territorio laziale, con una Regione che non ha saputo arginare il crollo economico del distretto aeroportuale». Così una nota dell’Ugl Lazio.
«Chiediamo - afferma Armando Valiani, Responsabile Ugl Lazio - un intervento urgente del Governo e della Regione che scongiuri un’emorragia occupazionale senza precedenti per il Lazio, anche alla luce del risultato referendario in Alitalia, con una crisi che rischia di trascinare nel baratro centinaia di famiglie. A pagare non possono essere sempre i lavoratori, vittime di scelte sbagliate da parte di una classe Dirigente con stipendi record e ricchissime buonuscite. È vergognoso che la Regione, il Comune di Roma, le Istituzioni tutte, non abbiano fatto sentire la loro voce, prendendo una posizione netta che avrebbe contribuito a tracciare una linea guida verso soluzioni concrete. La Regione Lazio deve mettere in campo tutte le risorse disponibili, anche attraverso le sue controllate e partecipate (Adr), per arrivare alla conclusione positiva delle vertenze ancora aperte sul territorio. Zingaretti in queste partite si gioca la sua credibilità, deve uscire allo scoperto dando concrete garanzie occupazionali ai lavoratori, contro lo spauracchio dei licenziamenti».
I lavoratori ex Ams sono ancora in attesa che l’Inps sblocchi le delibere dei pagamenti pregressi per la maggior parte dei lavoratori (ben 16 mesi), che ormai sono senza sussidi e quasi alla fame.

(27 Apr 2017 - Ore 20:21)

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