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Ccms, prosegue l’iter del concordato preventivo

I vertici dell’impresa civitavecchiese avevano fatto richiesta in tribunale un mese fa con ‘‘prosecuzione di attività’’
Il manager di crisi Rosi: «Entro 20 giorni il 51% dei creditori dovrà accettare la proposta. Sono moderatamente fiducioso»

\ANGELOCIVITAVECCHIA - È stata presentata ieri mattina in tribunale la relazione fatta dal commissario giudiziale circa l’iter di concordato preventivo richiesto dai vertici della Ccms. I lavoratori nelle prima settimana di dicembre avevano protestato per il mancato pagamento di stipendi arretrati. Circa un mese fa, l’impresa civitavecchiese (da mesi in preda ad una crisi finanziaria) aveva presentato un piano di ristrutturazione dei debiti ed in parte anche di pagamento degli stessi. Lo scorso 11 dicembre la Privilege Yard si era impegnata ad anticipare la prima tranche degli arretrati che dovranno essere versati agli operai interessati: la società che costruisce grandi yacht ha anticipato 70 mila euro ai 41 lavoratori che hanno lavorato in subappalto presso il cantiere.
«Siamo ricorsi all’istituto giuridico del concordato preventivo con la prosecuzione di attività - ha spiegato il manager di crisi della Ccms Angelo Rosi (nella foto) - ed il tribunale ha accolto la nostra richiesta nominando appunto un commissario giudiziale». Si tratta quindi di un tipo di concordato ‘‘garantito’’ che contiene due proposte: il pagamento integrale dei creditori privilegiati (chi gode del diritto di prelazione e ha diritto ad essere soddisfatto prima di altri, Inps, Inail ecc) ed il pagamento parziale dei creditori chirografari (banche e fornitori).
«Ai sensi della procedura - ha proseguito Rosi - da oggi in poi si inizieranno ad accogliere le adesioni. Ci sono quindi venti giorni di tempo durante i quali il tribunale convocherà i creditori che potranno accettare o meno la proposta di concordato. Alcune adesioni sono già pervenute». Il concordato per essere accettato positivamente dal tribunale e quindi per ricevere l’omologazione deve essere approvato dal 51% dei creditori.
«Sono moderatamente fiducioso sul fatto che l’operazione possa andare a buon fine - ha commentato Rosi - anche perché questa era l’unica soluzione possibile. In tutta la vicenda c’è comunque da registrare l’ottimo lavoro svolto dal tribunale di Civitavecchia che si è messo all’opera con grande rapidità ed efficienza. In genere siamo abituati a lungaggini burocratiche che in questo caso avrebbero continuato a danneggiare l’impresa. Ma questa volta non è avvenuto». C’è quindi la speranza che l’intera vicenda si risolva nel migliore dei modi soprattutto per i lavoratori, ma il rischio di fallimento dell’azienda non è ancora scongiurato.
Mat. Mar.

(08 Gen 2010)

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