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Dogane: il percorso per la certificazione delle merci

“IL PUNTO FISCALE”- ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI ED ESPERTI CONTABILI DI CIVITAVECCHIA. Informazioni Vincolanti in materia di Origine (IVO), standardizzazione del procedimento e del modello di richiesta

Un modello su misura - L’Agenzia delle Dogane con la circolare n. 8/D dell’otto maggio scorso, ha standardizzato il procedimento di richiesta delle informazioni vincolanti in materia di origine (IVO), con il quale gli operatori economici certificano per tre anni l’origine doganale delle merci importate o esportate con un provvedimento che vale in tutti e 27 i Paesi. Le disposizioni dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 2913/1992 e degli artt. 6 e 7 del regolamento (CE) n. 2454/1993, recante le relative disposizioni d’applicazione, prevedono l’istituto dell’IVO – “informazione vincolante in materia di origine”, una rilevante facilitazione per gli operatori economici. L’IVO è vincolante per tutte le amministrazioni doganali dell’Unione europea per un periodo di tre anni dalla data del suo rilascio a condizione che le merci importate o esportate e le circostanze che disciplinano l’acquisizione dell’origine corrispondano sotto tutti gli aspetti con quanto descritto nell’informazione. 
Un percorso tipizzato – Come succede per le ITV, le “informazioni tariffarie vincolanti” anche le IVO seguono un percorso tipizzato solo che a differenza delle ITV le IVO hanno un percorso più articolato. Le informazioni di competenza vengono unicamente rilasciate dalle strutture centrali, agli uffici territoriali invece, spetta il compito di ricevere le istanze e istruire la pratica per la successiva trasmissione, con i termini di concessione dei provvedimenti che restano fissati in un massimo di 150 giorni. 
Le informazioni che il richiedente deve fornire - Dal punto di vista dell'istruttoria, si tende a omogeneizzare le informazioni che il richiedente deve fornire. Viene ribadita, in particolare, l'importanza di fornire all'ufficio le motivazioni della richiesta di IVO e le regole d'origine applicabili. Con l'IVO infatti, la Dogana certifica sia l'origine non preferenziale, utile in particolare per l'etichettatura "made in" dei prodotti, sia l'origine preferenziale, conferente concreti vantaggi agli importatori in termini di riduzioni o abbattimenti in termini di dazi. 
L’origine preferenziale - Le regole sull'origine preferenziale fanno riferimento a singoli accordi o concessioni unilaterali sottoscritte dalla Ue con o in favore di determinati Paesi o gruppi di Paesi. In questo senso occorre che i richiedenti abbiano piena contezza della varia e complessa normativa applicabile.  Descrizione dei processi lavorativi – Un altro aspetto fondamentale è relativo alla descrizione degli eventuali processi lavorativi posti in essere nella Ue o, comunque, delle regole di origine applicabili (per esempio trasformazioni sufficienti, incrementi di valore aggiunto, cambio di voce tariffaria), tutte da approfondire e dettagliare alla presentazione dell'istanza. 
Accettazione della richiesta di IVO - Per l'Agenzia, considerati i rilevanti riflessi economico-normativi che la certificazione IVO comporta, in analogia a quanto disposto con la Det. Dir. 14 dicembre 2010, la stessa richiesta di IVO non può essere accettata non solo se non è conforme al modello di richiesta, oppure se il richiedente è stato condannato per un reato grave connesso alla sua attività economica, è oggetto di procedura fallimentare o le merci dichiarate nella richiesta siano escluse in base all'articolo 3, comma 2 della Determinazione (armi, stupefacenti, oggetti d'antiquariato, esemplari di fauna e flora protetta, materiale radioattivo, ecc.). Non sembrano escludibili (ferme le perplessità in relazione ai limiti) i prodotti sottoposti ad accise, ammessi al beneficio delle procedure semplificate solo qualora il soggetto autorizzato risulti titolare di deposito fiscale o doganale, o tra i soggetti individuati dall'articolo 26, comma 7 del decreto legislativo 504/95. 
Un crescente interesse - L’istituto in parola ha registrato un interesse sempre più crescente da parte della comunità degli operatori economici e si è avuto modo di rilevare che pervengono diverse richieste di IVO, redatte secondo modelli disparati, sia direttamente da parte di taluni operatori commerciali che da parte delle strutture territoriali dell’Agenzia, talora carenti dei necessari elementi di informazione ex art. 6 delle DAC (disposizioni d’applicazione). 
Casi di respingimento della richiesta - Rileva sovvenire, inoltre, che ai sensi dell’articolo 20 del codice doganale aggiornato (regolamento (CE) n. 450/2008), la richiesta di IVO (o di ITV) è respinta: 
- qualora sia fatta o sia già stata fatta, presso lo stesso o un altro ufficio doganale, dal o per conto del destinatario di una decisione relativa alle stesse merci e, con riferimento alle decisioni IVO, alle stesse condizioni che determinano l’acquisizione dell’origine; 
- qualora la richiesta non si riferisca a un qualsiasi uso previsto della decisione ITV o IVO o a un qualsiasi uso previsto di una procedura doganale.
A cura del Consiglio ODCEC di Civitavecchia in collaborazione con Fiscal Focus
Il Presidente Professor Massimo Ferri

(18 May 2013 - Ore 21:38)

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