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Iag, l’ombra della speculazione

Fiumicino. Sindacati in trincea per la questione della ex Alitalia Maintenance Systems. Personale non riassunto, magazzini svuotati, e adesso anche affitti non pagati. L’operazione della società americana non convince. Chiesta la messa in mora

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO - E’ passato circa un anno e 4 mesi da quando l’Alitalia Maintenance System - già in crisi da un paio d’anni - è stata acquisita dall’americana Iag (International Aerospace Group). Un salvataggio - si disse - un rilancio nel mondo aeroportuale, era la speranza. 
Ma i Dipartimenti Nazionali ed Rsa Alitalia Maintenance Systems, Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e Ugl Trasporto aereo fin da subito aveva espresso dubbi e perplessità: poco chiaro il piano industriale, nessuna garanzia per i lavoratori, delocalizzazioni troppo evidenti. E così si è andati avanti tra incontri saltati e summit inconcludenti, sotto gli occhhi del Ministero, senza approdare ad alcun rilancio. Anzi, i magazzini dell’Ams sono stati sistematicamente svuotati, e i pezzi di ricambio trasferiti oltre Oceano. Anche le professionalità hanno seguito la stessa sorte, con personale inviato a Miami per periodI di lavoro più o meno lunghi. 
Ma di riassumere i dipendenti non si è mai parlato, solo contratti a tempo e limitati nel numero.
Oggi viene fuori l’ennesima tegola, che certo non rappresenta un buon segnale (se mai ancora dopo due anni si può parlare di «segnali»); sono gli stessi sindacati a comunicarla, allorché in una lettera inviata al Giudice delegato per la Procedura Alitalia Lai, parlano di mancato pagamento dell’affitto della ex officina motori locata presso l’aera dell’aeroporto di Fiumicino. Insomma, non solo la Iag sta svuotando il magazzino, ma non pagherebbe nemmeno l’affitto dello stesso. Difficile credere, a queste condizioni, nel rilancio dell’eccellenza italiana rappresentata dalla ex Ams. 
Il ministro Carlo Calenda ha parlato più volte della necessità di puntare sulle eccellenze italiane per far ripartire l’economia, poi però le buone intenzioni si scontrano con la realtà. Ams era (ed è) un’eccellenza italiana, ma certo impedendo alle professionalità esistenti di lavorare, svuotando i magazzini e accumulando debiti, la si uccide definitivamente. 
Ed è ciò che temono i sindacati, che prima dell’eutanasia provano a reagire, contestando «lo pseudo piano industriale presentato dalla Iag» e chiedendo la «messa in mora con risoluzione del contratto e di recupero del credito al fine di non danneggiare i creditori della procedura».

(24 Ott 2017 - Ore 08:09)

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