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Il rilancio di Tarquinia passa anche per la ''Valorizzazione dei prodotti dell'Etruria''

Presentato questa mattina il progetto per la valorizzazione dei prodotti dell’Etruria che sarà oggetto del convegno del 7 aprile
 L’idea nasce dal dottor Federici, in collaborazione con il Distretto Vt2 ,che lancia un appello alle istituzioni per avviare una filiera che unisce mondo agricolo e venatorio      VIDEO

TARQUINIA – Maggiore garanzia per la salute pubblica, adeguamento alla legge, innovazione e primato nel Lazio. E ancora: nuovi posti di lavoro e nascita di una filiera per la produzione di confezioni gourmet con prodotti enogastronomici del territorio che uniscono carni selvatiche e prodotti tipici delle nostre terre.

Questo e molto altro è il progetto ambizioso ideato dal dottor Fabrizio Federici, dirigente veterinario, che questa mattina ha illustrato i termini del progetto che sarà approfondito nel convegno organizzato per il 7 aprile alla Roccaccia in occasione della Festa della merca. Un convegno dal titolo emblematico ‘’Valorizzazione dei prodotti dell’Etruria, salute pubblica, sinergia tra mondo venatorio ed agricolo’’ che apre la possibilità di fare di Tarquinia un centro di raccolta carni apripista nel Lazio. ma anche  molto di più.
Il convegno, che si aprirà alle 10, nel padiglione dei selecontrollori ‘’Caccia di selezione’’,  prevede interventi illustri del settore: oltre ai controlli sul territorio, relativi alla tracciabilità delle carcasse, dall’abbattimento alla ristorazione,  si parlerà di altri importanti aspetti. La dottoressa Marcianò, dirigente veterinario della Regione Lazio, parlerà degli accenni normativi sui centri di raccolta, i centri di lavorazione ed i laboratori per la trasformazione e preparazione di prodotti a base di carne; il dottor Micarelli, dirigente veterinario Usl Viterbo, parlerà della reale fattibilità di tali centri sul territorio; il dirigente veterinario della Usl Roma 4, dottor Nicolini, parlerà invece di Salute pubblica, verifica e controllo carcasse, malattie infettive e zoonosi; mentre la dottoressa Romeo, funzionario della Regione Toscana, illustrerà la realtà della sua regione, parlando di fauna selvatica ungulata: da problematica a risorsa e della filiera toscana delle carni.
A presentare nello specifico il progetto sono stati questa mattina il dottor Federici ed Enrico Panfilo, capo del Distretto Gestione Faunistica VT2/1.

“Abbiamo discusso già due anni fa con Panfilo della passione venatoria che ci lega – ha spiegato il dottor Federici che ha lanciato un appello alle istituzioni tutte, ed in primis all’Università Agraria, affinché accolgano con favore questa opportunità di sviluppo della zona di Tarquinia e dell’Etruria”. Tutto parte dalla constatazione della forte presenza sul territorio di animali selvatici che si sono riprodotti a dismisura. Ciò ha creato la rinascita di malattie, come per esempio la tubercolosi con la quale siamo chiamati a fare i conti. Malattie che possono essere trasmesse all’uomo durante la macellazione o l’abbattimento degli animali. Il nostro futuro pertanto, come hanno già fatto le regioni a noi confinanti, ruota attorno alla realizzazione di un ‘’centro di raccolta carni per gli animali selvatici’’ dedicato proprio ai controlli del bestiame. Pertanto la mia idea è quella di creare una filiera che consenta di commercializzare prodotti gourmet utilizzando i prodotti tipici locali che uniscono la carne selvatica (cinghiale, daino, capriolo) ai prodotti agricoli del territorio, pensiamo ad esempio ai funghi ferlenghi, piuttosto che all’asparago o al finocchio, le lenticchie, per dire alcuni dei prodotti tipici della Tuscia.  Una filiera capace di incrementare posti di lavoro. Quindi un volano importantissimo, che parte dalla salute pubblica, con la realizzazione del centro di raccolta che è il futuro e che va pertanto realizzato per adeguarci alla legge, alla promozione dei prodotti tipici del territorio con ricette gourmet originali, realizzate con l’ausilio anche di istituti alberghieri del territorio (Civitavecchia, Montalto, Viterbo) che potranno poi essere diffusi su scala nazionale con marchi specifici e confezioni che magari possono richiamare anche la nostra storia come ad esempio  i vasi etruschi”.
“Un progetto nel quale crediamo molto – ha spiegato Panfilo – Tutta questa attività è nata già da lontano  con dei corsi formativi sul territorio per cacciatori e agricoltori e che si muove su una gestione professionale della fauna del territorio con figure qualificate. Il progetto poi al momento è autofinanziato ma ci auguriamo che le istituzioni accolgano questa nostra importante idea”.

«Ringraziamo l’Università Agraria che ci ha offerto un palcoscenico adeguato per presentare questo progetto che per tematica ci è sembrato adeguato nell'ambito della festa della merca.- concludono Federici e Panfilo -  Un progetto in continua evoluzione che potrà coinvolgere anche le associazioni agricole di Tarquinia ”.

VIDEO

(30 Mar 2019 - Ore 19:20)

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