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Immobili, certificazione energetica obbligatoria

PUNTO FISCALE. A cura di ODCEC e Fiscal Focus

La presente rubrica della domenica “Punto Fiscale” ideata e voluta dal Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia in collaborazione con la rivista Fiscal Focus, debutta oggi sulle pagine del quotidiano la Provincia e su Civonline con l’obiettivo di fornire un servizio mirato e specialistico che possa essere di supporto e di riferimento per una migliore e corretta interpretazione di particolari tematiche fiscali che coinvolgono sia il semplice contribuente fiscale sia i titolari di Partita IVA. Buona lettura.

Il Presidente ODCEC Professor Massimo Ferri

Dal 28 dicembre scorso chi vende un immobile non può più autocertificare la classe energetica essendo obbligatorio il certificato ACE.
Un certificato obbligatorio - L’attestato di certificazione energetica ACE ormai è un documento obbligatorio e fa parte del corredo di ogni immobile che è immesso sul mercato, quindi è un documento necessario per chi vuole vendere la propria casa, per i progettisti e i costruttori che costruiscono nuove case, o per chi vuole sfruttare le detrazioni fiscali sul risparmio energetico del 55% che sono in vigore fino al 30 giugno prossimo. Dal 28 dicembre scorso per le compravendite non è più consentito autocertificare la classe energetica dell’immobile (e generalmente era utilizzata la classe più bassa, ossia quella G). Nelle compravendite le parti possono accordarsi in modo che l’onere dell’ACE spetta all’acquirente, e nelle nuovi costruzioni invece l’assenza del documento preclude il rilascio del certificato di agibilità da parte del Comune. L’obiettivo è quello di orientare i proprietari di case verso edifici più sostenibili energeticamente, tali anche da contribuire alla riduzione dell’inquinamento che deriva dall’utilizzo degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva; comunque l’ACE non deve essere visto solo come un mero adempimento burocratico ma come una opportunità: l’esperto incaricato, dopo attento sopralluogo, oltre a redigere l’ACE, può anche suggerire interventi di efficientamento dell’unita’ immobiliare.
Vietata l’autocertificazione - Dopo la procedura d’infrazione aperta dall’Europa contro l’Italia, dal 28 dicembre non si può più autocertificare la classe energetica, e di conseguenza non si può più evitare il certificato ACE. Il mercato immobiliare tuttavia si dimostra ancora poco sensibile alla certificazione “verde” degli edifici, venendo considerata ancora un mero obbligo burocratico. Il risparmio energetico inoltre, incide ancora troppo poco sul valore commerciale di un immobile, e nonostante vige l’obbligo di indicare i consumi negli annunci immobiliari, l’efficienza energetica non sembra ancora influenzare le scelte degli acquirenti tranne che per le classi energetiche più elevate dove può fare la differenza nella determinazione del prezzo.
Necessità dell’attestato - L’attestato di qualificazione energetica è un documento necessario ad esempio per ottenere la detrazione fiscale del 55% (che scade il prossimo 30 giugno 2013, salvo proroghe) quando si devono fare degli interventi sull’isolamento di pareti, tetti e solai. Il certificato che attesta il miglioramento dei consumi va inviato all’ Enea, pena la perdita del vantaggio fiscale. Anche alcuni contributi diretti del nuovo “conto termico” quali quelli legati alla sostituzione degli impianti di riscaldamento sono condizionati alla presentazione del certificato energetico.
La consegna del certificato - Nei contratti di locazione il locatore è tenuto a consegnare il certificato ACE all’affittuario, ma solo se il documento esiste già, nelle compravendite invece, ogni immobile va dotato del certificato, anche se la legge non chiede di allegarlo al rogito. È il notaio che deve vigilare sul rispetto di questo adempimento. Classe energetica e indice dei consumi sono obbligatori anche negli annunci sia per la compravendita sia per l’affitto. L’adempimento tuttavia è rispettato da pochi anche perché non sono state previste delle sanzioni.
Uno scenario normativo variegato - Con l’eliminazione dell’autocertificazione nascono innumerevoli incertezze determinate anche dall’assenza di regole “uniche” statali, e dalla presenza di diverse normative regionali che regolano gli obblighi di certificazione, i controlli e le sanzioni. La regione Lombardia e il Piemonte, ad esempio, sono le regioni dove sono state emanate regole più severe rispetto alle altre, ma in generale non vi è molta uniformità anche per quanto riguarda le regole di certificazione.
La normativa per i certificatori – Ultimamente il Governo ha varato un decreto che definisce i requisiti per diventare certificatore energetico. Il professionista, oltre ad essere imparziale e indipendente rispetto al committente, deve avere conseguito una serie di lauree (12 quelle abilitanti a livello nazionale, in sostanza tutte quelle tecniche del vecchio e nuovo ordinamento). Alcune lauree sono direttamente abilitanti, altre vanno integrate con un corso di formazione. Da segnalare tuttavia che in molte Regioni e nelle Province autonome che avevano già varato norme proprie, i certificatori continueranno a seguire le regole locali, questa circostanza rende l’accesso alla professione di certificatore energetico un fatto localistico.

(10 Mar 2013 - Ore 12:55)

Commenti

  • 14 Mar 2013 - 09:53 - Cygnus
    Dopo l'IMU, la TARES, Il certificato ACE per i proprietari di immobili non c'é pace. E il ringraziamento che viene dato a chi si è sacrificato nella vita per comperarsi una casa. Bisognerebbe chiedere tutti la casa popolare e mangiarci i nostri risparmi.
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Dopo l'IMU, la TARES, Il

Dopo l'IMU, la TARES, Il certificato ACE per i proprietari di immobili non c'é pace. E il ringraziamento che viene dato a chi si è sacrificato nella vita per comperarsi una casa. Bisognerebbe chiedere tutti la casa popolare e mangiarci i nostri risparmi.

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