Home » » Soldi pubblici buttati per miliardi

 

Soldi pubblici buttati per miliardi

La questione terme ad una svolta: mentre si parla di una nuova cessione, si tirano le somme del passato. Le pompe di captazione e gli apparati delle vasche di accumulo non hanno mai ricevuto manutenzione dal Comune. Del ‘‘grande affare’’ degli anni ‘90 è stato realizzato solo l’ Aquafelix, che ora chiede di sfruttare le acque termali ma rischia di rimanere ‘‘prigioniero’’

\TERMECIVITAVECCHIA - Svolta in vista per le terme. Dopo anni di immobilismo, dovuti soprattutto ad una serie di controversie fra i vari soggetti coinvolti, culminate con fallimenti e vendite all’asta, da alcune settimane per l’affare termale sembra essersi risvegliato un certo interesse.
Da un lato, infatti, le posizioni fra gli eredi Mastrofini ed il Comune, impegnati da tempo in un faticoso tentativo d transazione, sembra esserci avvicinate ed il Pincio, ove reperisse la cifra necessaria a chiudere l’accordo, potrebbe in breve tempo rientrare in possesso dell’area ove sorge lo scheletro dell’albergo annesso alle terme che, dopo essere stato quasi completato negli anni scorsi, oggi si trova in uno stato di assoluto abbandono (con conseguente perdita di quasi tutto il capitale investito finora).
Sull’altro versante, quello delle aree circostanti, i proprietari hanno recintato i terreni e - stando ad alcune indiscrezioni che però al momento non hanno trovato conferme - starebbero valutando la possibilità di una cessione. Le società Matia srl di Morciano di Romagna e Sar Alberghi di Roma nel 2006 si erano aggiudicate all’asta i 120 ettari di terreni che erano stati della Terme Taurine srl, soffiandoli, dopo diversi tentativi andati deserti, alla Europark, società proprietaria dell’Aquafelix, che aveva formulato un’offerta per riunire l’area intorno al parco acquatico. Proprio Europark ora rischia di trovarsi in difficoltà, come avvenne già ai tempi di Mastrofini, ricadendo le aree adibite a parcheggio nei terreni oggetto dell’opera di recinzione. Qualora infatti Matia e Sar decidessero di estendere la perimetrazione anche all’area più prossima ad Aquafelix, per accedere al parco acquatico e parcheggiare, non rimarrebbe altra strada che utilizzare l’accesso secondario alla stratutture, sul versante opposto a quello dell’ingresso principale. Una situazione che danneggerebbe non poco il parco che di fatto, nel contesto complessivo di quello che doveva essere il mosaico della grande ‘‘operazione-terme’’ è stato l’unico tassello ad essere completamente realizzato.
Un investimento privato in un quadro fortemente sostenuto, finanziariamente, dal pubblico. Un investimento privato che comunque, in 13 anni di attività, ha creato posti di lavoro, costituendo peraltro uno dei pochi motivi di attrazione di Civitavecchia nei confronti di Roma, del comprensorio e della bassa Toscana. Fra l’latro, come anticipato da La Provincia nelle scorse settimane, a giorni Europark presenterà la richiesta di autorizzazione all’inizio lavori per la realizzazione di una vasca termale e al Pincio dovranno decidere se rilasciare o meno la necessaria sub-convessione mineraria per l’utilizzo di parte della sorgente termale (il comune è a sua volta concessionario della Regione, con facoltà di sub-concedere fino al 50% della sorgente, cosa che è avvenuta già in parte con le Terme Taurine).
Un intervento di mediazione del Comune, che peraltro in questa fase potrebbe fare da garante per tutta una serie di nuove iniziative sull’area, potrebbe risolvere una situazione che, guardata sotto altri aspetti, è piuttosto imbarazzante: basti pensare, infatti, che in un quadro di fondi pubblici erogati per circa 20 miliardi di lire, rientrano anche le opere di captazione e distribuzione delle acque termali: i lavori, terminati a fine 2001, costarono quasi 5 miliardi di lire (rendendo peraltro necessario un ulteriorre intervento del Comune nel 2002 per recuperare la portata d’acqua persa dalla Ficoncella), con l’avvertenza che le pompe utilizzate avrebbero dovuto essere revisionate ogni tre anni per sostituire le parti in gomme. Analoga cura avrebbero dovuto ricevere gli apparati tecnologici delle vasche di accumulo (nella foto), mai utilizzati. Il Comune, da quanto risulta, non hai provveduto. Ed oggi potrebbe essere tutto da rifare, senza contare che la nuova rencinzione, includendo le prese dei pozzi, impedirebbe di fatto qualsiasi intervento. In ogni caso, dunque, appare necessario mettere un punto all’inerzia, per non buttare altri soldi dei contribuenti.

(12 Feb 2008 - Ore 21:48)

Commenti

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Image CAPTCHA
Inserisci i caratteri che visualizzi nell'immagine.

Commenti

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Ulteriori informazioni sulle opzioni di formattazione

CAPTCHA
Questa domanda serve a verificare che il form non venga inviato da procedure automatizzate
Image CAPTCHA
Inserisci i caratteri che visualizzi nell'immagine.
Archivio PDF

LA PROVINCIATV

Inviaci le tue foto
Meteo Lazio

NOTIZIE DALLE AZIENDE

ENERGIA E AMBIENTE

ROMA E REGIONE

ITALIA E MONDO



Quotidiano telematico fondato nel 1999 da Massimiliano Grasso - © Copyright Retimedia, c.f. 10381581007 - Reg. Trib. di Civitavecchia n° 2/2000 del 30/8/00 - ISSN 2037-9471 - Direttore responsabile Luca Grossi
Riproduzione riservata.
E' vietato ogni utilizzo di testi, foto e video senza il consenso scritto dell'editore - Privacy Policy